al servizio delle associazioni

Cooperazione digitale

La cooperazione digitale nell’associazione riguarda sia la collaborazione all’interno del comitato direttivo, sia l’interazione con i soci o dei soci tra di loro. I media digitali facilitano la condivisione e offrono la possibilità di creare – su basi individuali o collettive – contenuti mediali in forma digitale. La collaborazione digitale comprende l'archiviazione e l'elaborazione dei dati (ad es. Dropbox, Google docs ecc.), i canali di comunicazione come WhatsApp, Slack, le piattaforme dei social media e i tool di pianificazione come Trello e Doodle. I tool per i sondaggi come FindMind o SurveyMonkey permettono di rilevare in ogni momento le esigenze e le idee dei soci. Per i sondaggi in tempo reale durante l’assemblea dei soci è adatto il software interattivo per presentazioni Mentimeter.
Domanda

All’interno dell’associazione vorremmo utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale in vari modi. A cosa dobbiamo prestare attenzione in materia di protezione dei dati? 

La risposta

Dal 1° settembre 2023 è in vigore la legge svizzera sulla protezione dei dati (LPD) nella sua versione rivista. Anche le associazioni sono tenute a proteggere i dati dei propri soci, collaboratori e partner. L’intelligenza artificiale non deve mai andare a discapito della protezione dei dati. Per l’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale all’interno di un’associazione sono fondamentali regole interne chiare, trasparenza e una scelta consapevole degli strumenti. Cinque regole fondamentali:

  1. Non caricare dati sensibili: non inserite elenchi dei soci o verbali in sistemi di IA liberamente accessibili (utilizzate solo dati anonimizzati o fittizi).
  2. Scegliete strumenti adeguati: privilegiate fornitori con server situati in Svizzera o nell’UE.
  3. Definite regole interne: in qualità di consiglio direttivo, stabilite chi è autorizzato a utilizzare l’IA e quali dati può inserire.
  4. Trasparenza: informate i soci quando create contenuti con l’IA o elaborate dati e immagini con l’IA.
  5. Agite con sensibilità e spirito critico: i risultati dell’IA devono sempre essere verificati da persone per accertare che siano corretti dal punto di vista dei contenuti e non siano discriminatori. E attenzione: con ogni richiesta, l’IA impara di più su di voi e sulla vostra associazione.
Domanda

Come molte associazioni, comunichiamo tramite e-mail, strumenti di chat, newsletter elettroniche e sistemi di archiviazione digitale. In che modo il comitato direttivo può verificare quali strumenti digitali sono ammessi ai sensi della legge sulla protezione dei dati?

La risposta

Il comitato direttivo deve verificare l'affidabilità dei fornitori di servizi e accertarsi che garantiscano la sicurezza dei dati (nel caso in cui i fornitori trattino i dati personali dell'associazione nell'ambito di un contratto, ad es. con una soluzione cloud). Il comitato direttivo deve chiedere informazioni al fornitore. Quest'ultimo eventualmente dispone anche di determinati marchi di qualità o certificazioni nel campo della protezione dei dati. Un'associazione deve vincolare contrattualmente il fornitore, ossia ottenere garanzie che i dati vengano gestiti in modo serio, sicuro e confidenziale.